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TFA sostegnoDopo una lunga attesa, il ministero dell’Istruzione ha finalmente pubblicato il bando per ottenere la specializzazione sul sostegno e, attraverso il DM n.948/2016, è stato dato ufficialmente il via alle operazioni. Si tratta del terzo ciclo del TFA sostegno, rivolto ai docenti in possesso dell’abilitazione all’insegnamento (anche diplomati magistrali entro l’anno scolastico 2001/2002) che vogliono specializzarsi sulle attività di sostegno per gli allievi disabili. Possono inoltre partecipare, senza effettuare i test preliminari, quei candidati che hanno superato le selezioni precedenti per i corsi di sostegno e che hanno dovuto sospendere la frequenza.

La procedura di attivazione del terzo ciclo prevede l’inizio dei corsi universitari nell’anno accademico 2016/2017. Dopo l’emanazione di successivi decreti saranno individuati i posti destinati a ciascun ateneo che, successivamente, dovrà anche emanare il bando per le prove di ammissione, modalità, tempi di attuazione e costi.

Sulla base delle indicazioni del bando, il percorso abilitante dovrà concludersi entro l’anno accademico 2016-2017, dunque i test di accesso saranno organizzati quanto prima.

Come si accederà al corso?

A differenza degli anni precedenti, i candidati dovranno scegliere un solo ateneo per indirizzo di specializzazione e il test si svolgerà nel medesimo giorno in tutto il territorio nazionale.

Al corso si accederà tramite il superamento di test preselettivi, una prova scritta e/o pratica e una orale. Le prove scritte o pratiche saranno organizzate dalle singole università.

Quanti sono i posti e come saranno suddivisi?

Il nuovo bando, firmato dal ministro Stefania Giannini, mette a disposizione esattamente 5.108 posti di cui 1.932 saranno destinati per le medie, 1.035 per gli abilitati delle superiori, 1.749 per la scuola primaria e 392 per la scuola del’infanzia. I numeri definitivi saranno tuttavia stabiliti dai decreti prossimi all’emanazione. Purtroppo i posti banditi sono troppo pochi rispetto alle 40mila cattedre vacanti assegnate, quest’anno, ai supplenti annuali con scadenza 30 giugno 2017; serviranno dunque a coprire solo una piccola parte del fabbisogno soprattutto nel Nord italiana, dove troppo spesso i presidi sono costretti a rivolgersi a insegnanti senza specializzazione o addirittura senza abilitazione.

 

Dott.ssa Luana Puzzo

Redazione scuolaE'

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