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E’ stato pubblicato il decreto per la costituzione delle graduatorie di istituto di II e III fascia per il triennio 2017/2020 . La scadenza per la presentazione della domanda e per il conseguimento del titolo di abilitazione è il 24 giugno.
Di seguito il link per visualizzare la comunicazione ufficiale del miur e per scaricare il bando con i modelli, la domanda e la tabella dei titoli.

 

Vai al sito del MIUR

news precariLunedi 29 maggio la Camera ha dato il via libera all’emendamento per la stabilizzazione di 15100 precari, trasformando cattedre di fatto in posti di diritto (compresi quelli dei licei coreutici e musicali). I primi 40 milioni saranno disponibili per il 2017 e le risorse aumenteranno fino a diventare a regime nel 2026, quasi 185 milioni in più rispetto allo stanziamento iniziale.

G.I. 2017 2020

I sindacati sono stati convocati dal MIUR per discutere sull’aggiornamento per il triennio 2017/2020. Intanto anche la piattaforma istanze on line è in aggiornamento. Si ricorda a coloro che erano già iscritti nel precedente triennio che nella propria pagina personale troveranno la dicitura “aspirante senza preferenze di sede per il 2017/18”, segno che la piattaforma è pronta per il nuovo aggiornamento. Consigliamo a tutti coloro che non si sono mai registrati su istanze on line, di creare un account e procedere alla registrazione.

maturita 2017 nopanic MIUREntra nel vivo l’organizzazione degli Esami di Maturità. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha firmato oggi l’annuale Ordinanza che prevede date e indicazioni operative per i consigli di classe, le commissioni, le candidate e i candidati. In queste ore sono state anche scelte le tracce per la prima e le seconde prove come annuncia Francesco Branca, a capo della struttura tecnica degli Esami di Stato, in un video che fa parte della campagna di comunicazione del Ministero dal titolo ‘No Panic’.

 

Leggi tutto il comunicato stampa del MIUR

Inps logoL’INPS, con la circolare n. 74 del 21 aprile 2017, ha preso atto del consolidato orientamento giurisprudenziale in materia di requisiti reddituali prevedendo a far data dal 1° gennaio 2017 l’esclusione del reddito della casa di abitazione dal computo dei redditi ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. Finora l’Istituto aveva considerato rilevante anche il reddito della casa di abitazione in quanto reddito assoggettato a IRPEF, salva la deducibilità al 100%, ma a partire dal 2002 si è consolidato un opposto orientamento giurisprudenziale. Più precisamente, secondo la Cassazione, le norme specifiche di riferimento sono costituite dall’art. 12 della legge 30 marzo 1971 n. 118 e dall’art. 26 della legge 30 aprile 1969 n. 153: la prima, per le condizioni economiche richieste per la concessione della pensione di inabilità, rinvia a quelle stabilite dalla seconda per il riconoscimento della pensione sociale ai cittadini ultrasessantacinquenni sprovvisti di reddito. Per quest’ultima prestazione la norma esclude dal computo del reddito gli assegni familiari e il reddito della casa di abitazione.

Nella circolare, quindi, relativamente alle conseguenze sulla operatività delle sedi. si stabilisce espressamente che dal computo del reddito ai fini del riconoscimento delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità deve essere escluso quello della casa di abitazione. Allo stesso modo, tale reddito dovrà considerarsi escluso ai fini della maggiorazione sociale di cui all’articolo 70, comma 6 della legge 23/12/2000 n. 388 (cfr. Circolare 61/2001, par. 3.2.)

A tal fine, l’INPS ha provveduto ad adeguare le procedure informatiche di calcolo.Da ultimo nella circolare si precisa che “Con decorrenza 1° gennaio 2017, il reddito da casa di abitazione è pertanto da considerarsi escluso ai fini del diritto alle prestazioni d’invalidità civile, cecità e sordità sia in fase di prima liquidazione che di ricostituzione di prestazione già esistente.

Gli arretrati saranno riconosciuti con decorrenza dalla medesima data.Qualora, pertanto, per le suddette domande, applicando il nuovo criterio di calcolo, la decorrenza della prestazione risulti essere anteriore al 1° gennaio 2017, non saranno riconosciuti gli arretrati anteriori alla suddetta data.

Nell’ipotesi in cui l’applicazione del vecchio computo abbia già generato degli importi indebiti per il periodo di competenza successivo al 1° gennaio 2017, si dovrà provvedere all’annullamento in autotutela degli stessi.

Fonte INPS – a cura di: Dott.ssa Patrizia Fortugno

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